Creare un logo adesso

Il logo di Apple | La storia, il branding, l’evoluzione

Pubblicato : 07/07/2020

Facciamo un gioco. Diciamo o urliamo la parola “Apple,” a seconda di come ci sentiamo. Più energia abbiamo da tirare fuori, più forte dovrebbe essere. Subito dopo che quella parola abbandona le nostre labbra, chiudiamo gli occhi per un momento. 
Ecco, ora ho una domanda per voi: siete più inclinati a immaginare il frutto, oppure l’azienda che ha ridefinito così tanti aspetti della nostra vita attraverso la tecnologia?


Ammettiamo che forse, a causa del contesto, vi ritroverete a vedere prima il logo che tutti conoscono che il frutto vero e proprio ma, lo stesso, c’è moltissimo da dire riguardo al potere dell’efficacissimo branding di Apple. Il loro logo, quel luogo splendidamente semplice, agile e intelligente, è senza dubbio uno dei loghi più potenti che esistano. Vediamo il come e il perché. 


 
Da “Apple Computer Co.” ad “Apple”


L’Apple come la conosciamo oggi venne chiamata così dopo che Steve Jobs, uno dei suoi fondatori, visitò una fattoria di mele durante una delle sue scappate da “fruttariano”. Jobs credeva che il nome fosse “divertente, vivace e per niente intimidatorio”. In origine l’azienda, fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne (che aveva lavorato con Jobs presso la Atari) venne chiamata Apple Computer Co. Il lavoro iniziò nella casa dei genitori di Jobs che si trovava a Los Altos, in California, nell’aprile del 1976. I tre fondatori volevano sviluppare e vendere dei personal computer. In meno di un anno, quel sogno divenne realtà e, nell’inverno del 1977, la Apple Computer Co. divenne la Apple Computer, Inc. All’epoca, si stava vivendo un picco nella vendita dei computer, e l’azienda si ritrovò a fatturare moltissimo. Era solo l’inizio. 
 
 
In foto: La nascita di Apple nella casa dei genitori di Steve Jobs di Los Altos, California

Avanti veloce nel 1980, quando l’Apple divenne pubblica, semplificò il proprio nome e trovò un immediato successo finanziario. Quarant’anni dopo, la multinazionale è diventata molto di più. Dall’elettronica di consumo ai software, dalla distribuzione digitale e, infine, all’essere un’azienda di fama internazionale, l’Apple è uno dei brand più riconoscibili del pianeta, che col tempo ha aiutato non solo a trasformare l’industria, ma ha anche introdotto un’era completamente nuova per i personal computer.


 
Come evolve un logo audace

 


 
 In foto: l’evoluzione del logo di Apple
 
Il primissimo logo di Apple venne disegnato da due dei fondatori, Jobs e Wayne nel 1976, e fu ispirato da una citazione di Wordsworth. Creata con l’inchiostro di china, l’illustrazione in bianco e nero mostrava Isaac Newton seduto sotto un melo. All’interno della cornice, vi era una citazione del poeta romantico inglese: “Newton… una mente che sempre viaggia attraverso strani mari di pensiero”. Il nome iniziale dell’azienda, “Apple Computer Co.”, si avvolgeva attorno alla parte superiore e a quella inferiore come una specie di banner. 


L’anno seguente, Steve Jobs assunse il designer Rob Janoff, l’art director di Regis McKenna famoso per aver lavorato con moltissime aziende, per creare un nuovo logo per la startup. Jobs credeva che il vecchio logo fosse troppo vecchia scuola, e che fosse anche difficile riprodurlo in formati ridotti. 


L’unica direttiva che Jobs diede a Janoff fu di “farlo carino”. Janoff studiò le mele morse da ogni angolo possibile. Il morso che si vede nel logo della Apple venne introdotto affinché le persone non lo scambiassero per un pomodorino. Un collega di Janoff ha rivelato che i “bytes” (gioco di parole con “bite” = “morso”) erano le fondamenta dei computer. Il gioco di parole da nerd fu incredibilmente importante per l’azienda, e la coincidenza fortuita del design non ha fatto altro che contribuire alla sua memorabilità. Janoff presentò due versioni del logo; una versione col morso e una senza. Il logo venne presentato con le strisce colorate, monocolore e metallico. Venne scelta la versione colorata, soprannominata “mela arcobaleno”. Un font senza grazie, audace e moderno, accompagnava il disegno. Il designer stesso affermò che non c’era nessuna logica particolare dietro la disposizione dei colori, ma disse anche che Jobs voleva che il verde fosse in cima a tutto, “perché è lì che si trova la foglia”. 

La silhouette della mela di per sé non ha niente a che fare con i computer. Serve a far sì che le persone si rendano conto che i computer Apple non sono un semplice pezzo di duro metallo per cui non c’è posto in casa vostra e a cui i vostri bambini non vogliono avvicinarsi. Moltissimi frutti hanno i semi, sono tondeggianti e hanno una foglia appesa. Quindi il morso serviva inizialmente a indicare che si trattava di una mela, e non di qualcos’altro. Inoltre, metaforicamente, il morso stava a rappresentare l’ingestione di conoscenza a cui gli utenti avrebbero avuto accesso grazie a questo computer. 

“La cosa buffa, però, è che dopo che ne parlai con Chip, il mio direttore creative, lui mi disse: “Oh, indovina un po’, Rob. Hai appena disegnato qualcosa di cui non ti rendi conto. La parola ‘byte’ appartiene al mondo del computer. E tu hai dato un morso (un ‘bite’) alla Apple (‘mela’). Io di computer non sapevo abbastanza, e quindi non me n’ero accorto all’inizio. E pensavo: ecco un’arguzia che farà presa! Uno si ricorda di un logo che fa una battuta o che ti fa pensare a quel modo. E i colori hanno a che fare con il punto di forza di questo prodotto. Il computer Apple era l’unico che poteva riprodurre le immagini a colori.”


- Rob Janoff durante un’intervista con Forbes Magazine
 

 


 
Caption: Rob Janoff’s logo redesign for Apple
 
Questa versione del logo strizzava l’occhio ad Apple II, il primo computer del mondo con un display a colori. Il nuovo design debuttò subito prima della presentazione del computer durante la West Coast Computer Fair del 1977. La grafica a colori dell’Apple II venne comunicata attraverso lo spettro di colori che si trovava nel nuovo design del logo dell’azienda. 
In seguito, l’azienda di design Regis McKenna, che aveva aiutato anche l’identità del marchio di aziende come Compaq e Intel, lavorò con Apple creando per essa un marketing plan completo. 


Ci vollero diversi anni prima che l’azienda si rendesse conto che i colori erano difficili da stampare, e che stampare il vivido logo a colori era costoso. Il 1984 vide il font dell’azienda venire sostituito con un Garamond personalizzato (chiamato “Apple Garamond”), l’eliminazione del logotipo (grazie, Landor Associates), l’introduzione di un pesante branding emotivo e l’ascesa della tradizionale iconografia.  

 


 
 In foto: Il logo arcobaleno di Apple

La pubblicità che Apple trasmise durante il Superbowl dimostrò quanto il concentrarsi sull’immaginazione e l’innovazione potesse aiutarli a raggiungere la vetta. Molti sostengono che fu allora che cominciò il successo del branding di Apple. Ambientato in un futuro indefinito, con un gruppo di uomini privi di espressione che marciano in una grande, spenta stanza, dei luminosi atleti rubano la scena attraversando la sala e distruggendo lo schermo su cui viene trasmessa l’immagine del Grande Fratello. Una volta passato lo shock del loro arrivo, il testo recita: “Il 24 gennaio, Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come ‘1984’.”


Questo debutto funzionò perché il senso di comunità, anche in spazi non inclusivi come gli albori delle industrie tecnologiche, è estremamente importante. Apple permetteva alle persone di sentirsi parte di qualcosa di entusiasmante. 
Nel 1997, Apple lanciò la campagna “Think Different”, creata dall’art director Craig Tanimoto. La campagna presentava una serie di cartelloni che consistevano di rivoluzionarie icone attraverso semplicistiche rappresentazioni in bianco e nero. L’arcobaleno del logo di Apple brillava dall’angolo in basso. 

 


 
 
In foto: la famosa campagna “Think different” di Apple


Il font dell’azienda venne aggiornato di nuovo, trasformandosi questa volta nell’umanista Gill Sans senza grazie.
Nel 1998 ci fu il secondo ri-design del logo di Apple. I colori lasciano posto a dei toni spenti, che si fecero lucidi e monocromi. L’azienda immise sul mercato il primissimo iMac, il Bondi Blu, e quindi il logo aveva bisogno di riflettere tale evoluzione, in quanto l’arcobaleno sarebbe entrato in contrasto con il colore azzurro cielo del display. Era il primo importante aggiornamento di Apple in 22 anni. 

“Così come i nostri prodotti e i nostri clienti, il brand di Apple continua ad evolversi. Per riflettere tale evoluzione, abbiamo apportato delle importanti modifiche al logo, al modo in cui lo usiamo e a come ci aspettiamo che il nostro canale lo usi. Non preoccupatevi: Non abbiamo sostituito il logo, lo abbiamo solo aggiornato. Continueremo a usare lo stesso simbolo senza tempo per riflettere chi siamo e cosa ci sta a cuore come azienda: una mela a cui è stato dato un morso. Abbiamo semplificato il design originale, e abbiamo aggiornato il modo in cui utilizziamo la luce e i colori. In altre parole, abbiamo preso gli stessi standard per lo stile e l’innovazione che rendono inconfondibili il nostro design e i nostri prodotti e l’abbiamo applicati al logo dell’azienda. Invece di utilizzare le strisce arcobaleno, abbiamo optato per dei colori solidi. Invece di utilizzare un unico, solido colore, abbiamo scelto una tavolozza di colori adatta a una molteplicità di usi. I colori solidi enfatizzano la silhouette senza tempo del logo di Apple.”

 

- Dichiarazione ufficiale di Apple a seguito dell’adozione del logo monocromatico

 

Cambiamenti minori, ma comunque importanti, avvennero negli anni successivi. Nel 2001 uscì una versione color verde acqua. Il font Avenir venne aggiunto a quelli usati da Apple e apparve nel Mountain Lion e nell’iOS 6. Apple svelò l’iPod nel 2003, quando Steve Jobs annunciò un nuovo “attrezzo per il cuore”. Spronò il pubblico a immaginare “migliaia di canzoni in tasca” e, allo stesso tempo, aiutò il brand a diventare ancora più credibile. L’hype è da sempre una parte importante nella strategia di marketing di Apple. 


“Il marketing si fonda sui valori. Viviamo in un mondo rumoroso e complicato, e non avremo l’occasione di far sì che le persone si ricordino di noi. Nessuna azienda l’avrà. E quindi dobbiamo essere chiari riguardo quello che vogliamo che sappiano di noi.” 


- Steve Jobs

 

Nel 2013, il design del logo di Apple divenne piatto e bidimensionale. Ciò permise un’unificazione attraverso le varie piattaforme. Il branding di Apple divenne consistente su tutti i prodotti. Nel 2015, l’azienda lasciò stare Helvetica in favore del font San Francisco. Il nuovo font venne implementato su tutti i sistemi operativi e sul materiale promozionale stampato in occasione dell’uscita dell’Apple watch. Quando si crea un logo durevole, la consistenza è un aspetto fondamentale, e ciò aiuta a spiegare perché la base del logo di Apple sono decadi che ha successo. L’anno scorso, Apple ha utilizzato un trademark nuovo di zecca per un’icona multicolore, con l’intenzione di vendere del merchandise che presenti il nuovo logo. 
 


 
In foto: I colori classicamente moderni del design di Apple

 

Oggi, il logo modernizzato di Apple, il “Millennial”, esiste in tre versioni: argentato, bianco e nero. 

 


 
 
In foto: il nuovo logo di Apple

Il suo essere monocromatico comunica senza sforzi un’estetica diretta e onesta. Essendo la mela morsicata universalmente riconoscibile, ciò suggerisce un certo tipo di fascino: i fan e gli ammiratori sono alla ricerca di una verità taciuta che si cela dietro al design. Apple, essendo un’azienda di successo, simboleggia qualcosa a cui tutti vogliono dare un morso. Apple è diventata sinonimo di standard qualitativi elevatissimi. Il morso di per sé indica un tipo particolare di indulgenza in un consumo ancora maggiore di un brand che è arrivato in cima. 


La meraviglia attorno al morso è che è una sfida continua nel cercare significati nascosti. Vogliamo parlarvi di alcuni di essi, e vogliamo cogliere l’occasione per iniziare un nuovo gioco.  

 

 
Teorie del logo di Apple 


 
Abbiamo tre teorie per voi, così che potrete scegliere quella che vi piace di più. Sadie Plant, autrice di “Zeroes and Ones: Digital Women and the New Technoculture”, era una di quelle persone che si chiedevano se il logo di Apple fosse un omaggio ad Alan Turing. Turing era il padre dei moderni computer e, attraverso la sua pubblicazione “On Computable Numbers”, rivoluzionò alcuni campi della matematica, della scienza e della tecnologia. In quella pubblicazione, Turing iniziò la propria ricerca dell’intelligenza artificiale e decodificò i codici segreti dei nazisti. Il suo lavoro non venne riconosciuto, lui venne imprigionato per oscenità e umiliato con un’iniezione di estrogeni tesa a “curare” la sua omosessualità. Alla fine, Turing diede un morso a una mela intrisa di cianuro e morì il 7 giugno del 1954. I complottisti credono che i fondatori di Apple pensarono a quest’evento quando erano alla ricerca di un logo, e vollero onorare Turing per il suo contributo al settore. 


Il logo di Apple è stato collegato al Giardino dell’Eden, dove Eva, arrendendosi alla tentazione, morse il frutto proibito che aveva colto dall’Albero della Conoscenza il quale, se vi ricordate bene, garantiva la saggezza degli dèi.  

 


 
 
In foto: Apple e il giardino dell’Eden


Thiago Barcelos, un graphic designer, ha applicato la sequenza di Fibonacci o la Sezione aurea al logo originale disegnato da Janoff. Sebbene il design non faccia riferimento a tali calcoli, la struttura del logo potrebbe spiegare in modo inconscio perché il brand di Apple sia sempre resistito alla prova del tempo pur operando in un’industria in rapido movimento. 

 


 
 
In foto: Apple e la sezione aurea


 
La sfida di design di Logenie


 
Il creatore di loghi di terza generazione di Logogenie vi permette di specificare il settore della vostra azienda e il font che preferite. Attraverso tre step, potrete personalizzare il logo grazie al nome della vostra azienda e alla baseline o allo slogan. Primo step: inserite i dettagli dell’azienda. Potrete scegliere tra molteplici settori, tra cui il settore edile, quello della moda, quello tecnologico, quello alimentare, quello dei trasporti e così via. Step due: scegliere un template. Ce ne sono centinaia tra cui scegliere: una volta scelto, potete vedere un’anteprima ed effettuare il download. La personalizzazione avviene tramite modifiche illimitate. Potete cambiare il layout, la tavolozza dei colori, i font e i simboli. Step tre: viene reso disponibile un download in alta risoluzione e in molti formati. Il logo è compatibile con numerosi programmi, tra cui Adobe Illustrator e Photoshop. 

 


 
 
Disegna il tuo logo usando il creatore di loghi di Logogenie


 
Il design del logo, grazie alle schede sulla sinistra e alle opzioni per modificare il design tramite l’utilizzo di icone, dettagli e simboli, è semplicissimo. Potete sempre tornare sui vostri passi, e quindi non abbiate paura di sperimentare. Ci sono delle nuove opzioni, come l’opzione social network, che vi permette di ridimensionare il logo per una piattaforma specifica e facilitare il branding, oltre all’opzione esclusività, che vi dà i diritti sul logo. 


A destra troverete l’utilissimo strumento “ricentra”, che vi permetterà di mantenere tutto allineato, se volete. Di fianco poi troverete l’opzione “aiuto”, con video tutorial che risponderanno a tutte le vostre domande. Tra i video troverete una veloce introduzione su come usare gli strumenti di design di Logogenie. I video spiegano inoltre come modificare il testo, come applicare i colori e i gradienti, e vi forniscono consigli su come includere dei dettagli speciali al design del vostro logo.  
Se avete qualche domanda, la chat online è sempre disponibile. Buon divertimento!

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