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I marchi del mondo | I logo più riconoscibili del mondo

Pubblicato : 10/06/2020


L’identità visiva di un’azienda può essere la sua fortuna o la sua rovina. Il design del logo di un brand o di un’azienda è infatti uno degli aspetti più importanti dell’identità visiva. Non solo esso distingue un brand dall’altro, ma ha anche il potenziale di migliorare le performance dell’azienda, influenzare la scelta dei consumatori, creare fedeltà e costruire del brand value: tutte mosse estremamente efficaci alla portata di ogni brand. 

L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione, un organo internazionale composto dai rappresentanti di varie organizzazioni di standardizzazione nazionali fondato nel 1947, promuove standard globali in ambito di proprietà, industriale e commerciale. Il protocollo dell’organizzazione per stimare il brand value si basa su sei requisiti fondamentali: trasparenza, validità, affidabilità, sufficienza, oggettività e parametri finanziari, comportamentali e legali. Il brand value va a braccetto con la reputazione. Mantenere una reputazione del brand positiva è di fondamentale importanza per il successo generale di un’azienda.  
In precedenza, abbiamo spiegato gli aspetti del logo e abbiamo delineato i motivi per cui l’autenticità è così importante durante il processo di design. Ora abbiamo scelto dieci dei brand più riconoscibili del mondo per avventurarci nella storia e nell’evoluzione del design del logo alla ricerca degli elementi che li hanno resi così efficaci. L’ISO ne sarebbe fiera. 
 


Coca-cola
 

 

Nella primavera del 1886, John Stith Pemberton, un farmacista di Atlanta, produsse uno sciroppo destinato a cambiare il mondo. In brevissimo tempo, la comunità locale si abbandonò a recensioni entusiaste. Il contabile di Pemberton, Frank M. Robinson, inventò il nome Coca-Cola, dicendo che le due C si addicevano benissimo alle pubblicità. Robinson disegnò lo script dell’azienda sperimentando uno script Spencerian piuttosto elaborato, con l’intenzione di includere un aspetto drammatico al nome che aveva appena creato. 
Il rosso e il bianco che conosciamo tutti e sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo hanno qualcosa di più delle loro qualità tradizionali. Il rosso rappresenta il potere, l’entusiasmo e l’energia. Il colore stesso è in grado di attivare l’acquisto impulsivo: degli studi avevano dimostrato che i giocatori di poker con le fiches rosse fanno puntate più alte rispetto a quelli con delle fiches blu. Il bianco entusiasta e il testo in corsivo suggeriscono un tempo passato, un’ardente nostalgia. La tavolozza coincide accidentalmente con quella di Babbo Natale, che da allora divenne una mascotte della Coca-Cola, collegando la tradizione con l’iconico marchio. 
Avanti veloce ai giorni nostri: oggi la Coca-Cola occupa la posizione di maggiore produttore e distributore di bevande al mondo, oltre ad essere una delle multinazionali più potenti sulla faccia della Terra. Il marchio venne registrato ufficialmente nel 1887, e da allora le modifiche apportate sono state minime, rendendo Coca-Cola un brand veramente meritevole di essere associato a parole come stabilità e tradizione. 
 


Pepsi

 


 
 
Prima di Pepsi c’era Brad’s Drink. Creata da un farmacista della Carolina del Nord, Caleb Bradham, diede vista a questo aiuto medicinale nel 1893, solo qualche anno dopo la Coca-Cola, e qualche anno prima dell’arrivo della Dr. Pepper. Cinque anni dopo, Brad’s Drink divenne la Pepsi-Cola, un nome derivato da un’altra parola per l’indigestione, “dispepsia”.
Pepsi è stato uno di quei brand che hanno sfidato la nozione di ciò che rende un brand riconoscibile e senza tempo: la consistenza. Nel corso di cento anni, il logo della Pepsi è stato ridisegnato per ben dodici volte, senza contare i prodotti secondari e le variazioni di gusto. Nonostante questi continui cambiamenti, Pepsi ha sempre promesso una cosa: soddisfazione. Il rosso, il bianco e il blu hanno creato un logo pulito ed esteticamente piacevole, effetto ottenuto anche grazie alle curve e ai cerchi. Il direttore creativo di Twitter ha affermato che i cerchi che si sovrappongono richiamano le potenziali reti di conoscenze, gli interessi e le idee da realizzare, l’essere connessi e intersecati tra i propri amici e pari. Il suo logo, approvato dalla moderna sezione aurea, è ancora riconoscibile, nonostante la continua evoluzione dell’azienda. 
  


McDonald’s

 


 
 
McDonald’s è il fast food numero uno negli USA. Venne fondato nel 1940 come unico ristorante. Col tempo, quegli archi dorati, atti a rappresentare la “M” del nome, sono diventati sinonimo della nostra idea collettiva di cibo a buon mercato. Quegli archi sono diventati molto di più, fino a simbolizzare la cultura del fast food e l’America tutta in un modo ben specifico. 
Il brand è stato ridisegnato diverse volte, ma sono decadi che regge lo stesso concetto. Quegli iconici archi vennero basati su uno dei design originali del ristorante, che includeva degli archi dorati separati posti in cima all’edificio e che assomigliavano a una M. 
 


Nike

 


 
 
Nike è il marchio di moda più prezioso del mondo, e il suo swoosh è uno dei loghi più facilmente riconoscibili al mondo. Il logo venne disegnato nel 1971 da una studentessa di Phil Knight, uno dei fondatori della Nike. La designer, Carolyn Davidson, venne pagata 35 dollari e Knight disse: “Non mi piace, ma mi ci abituerò.”
Davidson si fece ispirare dalla dea greca della vittoria, Nike, modellando il logo sulla base della sua ala. Il folklore greco narra che Nike spinse moltissimi valorosi guerrieri a vincere battaglie su battaglie e proteggere la loro madre patria. Le ali della dea Nike, così si racconta, diedero audacia e motivazione ai guerrieri partiti per il campo di battaglia. Per la designer, era importante sia dare un messaggio di movimento, sia differenziarsi dall’azienda rivale, l’Adidas.
Il logo della Nike usa lo spazio bianco tanto quanto la curva stessa per stimolare il movimento: è un design che si può quasi sentire, percepire. La sua semplicità indica la velocità e l’agilità, e ha un bell’aspetto su tutti i prodotti dell’azienda, instillando l’icona in ogni modo possibile.  
 

Adidas

 


 
Fondata a Herzogenaurach, in Germania, l’Adidas è diventata sinonimo di eleganza e durabilità. Il brand è stato pioniere nel design aziendale minimalista. Le tre strisce sono diventate il simbolo per antonomasia di Adidas. 
Adidas comprò il logo da un marchio finlandese negli anni ’50, e l’iconografia venne creata dal fondatore della società, Adi Dassler. Dassler all’inizio usò questo marchio per le calzature dell’azienda: il suo obiettivo era di creare un simbolo che fosse immediatamente riconoscibile durante le competizioni atletiche. Attraverso un design semplice, il marchio è divenuto così associato al brand che Dassler è arrivato persino a chiamare la propria attività “l’azienda delle tre strisce”. 
Per un po’ di background riguardo al design in sé e per sé, è facile notare come le tre strisce abbiano la forma di una montagna, atta a ispirare e sfidare i clienti a spingersi verso il raggiungimento del proprio potenziale.  

 

Google

 


 
Google è sinonimo di molte delle nostre indagini online, compreso l’Internet (!!!). C’è un motivo se fa parte della nostra lista. La multinazionale tecnologica americana specializzata nei servizi e nei prodotti inerenti al mondo del web ha la migliore reputazione di qualsiasi altra azienda negli USA, e oggi come oggi è uno dei brand più riconoscibili del pianeta. All’inizio, però, Google di loghi ne aveva due. 
Nel 1996, il logo di Google presentava l’immagine di una mano e il nome originale dell’azienda (BackRub) in un font rosso. Nel 1998, dopo il rebranding, Google lanciò un logo multicolore molto più semplice che esclamava “Google!”. Il designer dietro questo ormai famosissimo logo fu Ruth Kedar. 
“Scegliemmo i colori primari, ma invece di usare il pattern in un certo ordine, per la L usammo un colore secondario, tanto per dare l’idea che Google non è un’azienda che segue le regole.”
Ci sono state un sacco di discussioni riguardo le imperfezioni del logo attuale, e Will Patterson, un designer britannico, ha spiegato perché il logo di Google è visivamente perfetto nonostante le imperfezioni matematiche e geometriche. 

 

Facebook
 


 
Facebook venne fondato nel 2004, ed è da allora che dà alle persone il potere di costruire una comunità e di connettersi con chi è distante. Quello che all’inizio era un sito piccolo e decisamente circoscritto in un dormitorio studentesco di un college, a poco a poco si è espanso fino a diventare IL gigante dei social media che tutti conosciamo. 
Quando Facebook cominciò ad evolversi, passando da sito di networking universitario a social media planetario, i fondatori Mark Zuckerberg e Sean Parker ingaggiarono Mike Buzzard di Cuban Council per creare un nuovo logo per l’azienda. Il logo disegnato da Buzzard è quasi identico al loro usato oggi da Facebook: i cambiamenti apportati nel corso degli anni sono stati minimi. Il blu del logo venne scelto perché Zuckerberg soffre di deuteranopia, una forma di daltonismo. Un colore che chi soffre di deuteranopia distingue facilmente è il blu. 
Dal punto di vista del design, il logo di Facebook è diretto e semplicistico, con lettere minuscole di colore bianco su un rilassante sfondo blu. Anche se lo schema colore venne scelto a causa della patologia di Zuckerberg, non per questo esso è privo di significato. Il blu e il bianco vengono da tempo usati in combinazione per rappresentare la purezza e l’ottimismo, qualcosa che il brand di Facebook ha sempre inseguito. 

 

Twitter 

 


 
“Twitter è l’uccellino, l’uccellino è Twitter,” ha affermato l’ex direttore creativo dell’azienda, Doug Bowman. 
La loro caratteristica iconica è da tempo facilmente distinguibile da quella delle altre piattaforme, e ne ha fatta di strada dagli albori di quello che all’inizio veniva altresì conosciuto come “twttr”. Il lancio ufficiale di Twitter avvenne il 15 luglio del 2006, quando i fondatori ingaggiarono Linda Gavin, una graphic designer svedese, affinché sviluppasse il primo logo ufficiale nel giro di un giorno. Il branding rimase lo stesso fino al 2010, quando si evolve in quello che conosciamo oggi attraverso gli occhi di Martin Grasser. Il suo design – il logo attuale – si basa sul colibrì, con l’illustrazione basata su quindici cerchi. Grasser ha affermato che i cerchi simbolizzano l’idea che Twitter democratizza l’informazione e dà a tutti una voce di modo da fornire una visione neutrale delle cose. L’ex direttore creativo di Twitter definì questo cambiamento di identità visiva come “la rappresentazione definitiva della libertà, della speranza e delle infinite possibilità”. La piattaforma comunicò come la semplificazione può essere un segno di successo. 

 

Instagram

 


 
 
Kevin Systrom, CEO e cofondatore, non aveva idea che Instagram, il social media dedicato alla condivisione di immagini, potesse crescere fino a diventare quello che è oggi. Quando Facebook lo comprò nel 2012, Instagram divenne uno dei social media più attivi esistenti. 
Tutti i loro loghi si basano sulla forma di una fotocamera istantanea, rimandando così alla designazione fondamentale del social, ovvero la condivisione di foto. Il logo originale di Instagram del 2010 venne disegnato da Systrom, ed era un’imitazione della Polaroid con una striscia arcobaleno. Ora, il logo di Instagram è una silhouette minimalista dell’immagine originale della Polaroid. Il cambiamento, da una camera chiaramente analogica a un’illustrazione digitale minimalista, causò diversi malumori nella community esistente, ma la riconoscibilità e la memorabilità persistono. 


Amazon


 
Termineremo la nostra lista di brand con il botto: Amazon.com. La multinazionale americana di Seattle è un’azienda tecnologica che si occupa di e-commerce, cloud computing, intelligenza artificiale e streaming digitale, ora considerata una delle “Big Four”, insieme a Google, Apple e Facebook. 
Il fondatore, Jeff Bezos, ingaggiò Turner Duckworth per creare il logo dell’azienda. All’inizio, il logo era formato dalla lettera “A” con dentro la forma di un fiume. Nel 1997 tale logo venne rimpiazzato da un testo più dettagliato (compreso “amazon.com”, con lo slogan: “Earth’s Biggest Bookstore”, la libreria più grande del mondo). 
Il logo che conosciamo oggi, quello con la linea gialla, venne adottato nel 1998, un modo per dire che vendevano di tutto, dalla “A alla Z”. 

 


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